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Domande frequenti

Le energie rinnovabili, perchè?

Le preoccupazioni ambientali oggi condivise dalla maggioranza dell’opinione pubblica, derivanti dai danni causati dalla catena energetica -maree nere, incidenti nucleari, fughe di metano, ecc.- hanno evidenziato le debolezze dei combustibili fossili.

L’evoluzione del nostro sistema di vita, ormai affamato di energia, ha portato al progressivo esaurimento dei combustibili tradizionali, ma anche a cambiamenti climatici: l’aumento della temperatura globale è imputabile alle emissioni di gas serra.

La necessaria lotta contro il riscaldamento climatico ha imposto all’economia globale nuovi modelli energetici.

La rielaborazione dell’attuale modello energetico ha come sbocco naturale il graduale abbandono dei combustibili fossili (esauribili ed inquinanti) in favore delle fonti rinnovabili.

Energie da fonti rinnovabili
La principale caratteristica delle fonti rinnovabili sta nella disponibilità e in una capacità rigenerativa superiore al loro stesso consumo. Doti che le rendono potenzialmente inesauribili.

La normativa europea (direttiva 2001/77/CE) riconosce come fonti energetiche rinnovabili le seguenti fonti non fossili: eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, mareomotrice, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione, biogas.

Il Gruppo Bioenergie, attraverso le sue controllate, opera con successo da anni nel settore delle biomasse e ha intrapreso progetti per la produzione di energia rinnovabile nell’eolico, nel solare e nel biogas.

Perché le fonti rinnovabili sono incentivate?

Le biomasse sono fonti rinnovabili a tutti gli effetti in quanto hanno un impatto nullo sul ciclo complessivo della CO2 – infatti la CO2 fissata nella pianta durante la crescita è la stessa rilasciata durante le varie fasi di conversione energetica. Oltre a questo le biomasse comportano diversi vantaggi sintetizzabili come:

  • Permettono la produzione di energia da fonte rinnovabile altrimenti non valorizzata energeticamente nel territorio e tipicamente presente in larga quantità;
  • Adottando le colture energetiche, si conseguono vantaggi ambientali derivanti dalla valorizzazione dei terreni incolti o abbandonati, in linea con le disposizioni UE, nonché benefici per l’erosione del suolo agricolo e il dilavamento dei terreni, comportando il consolidamento di versanti idrogeologicamente instabili;
  • Sul piano economico, un maggior utilizzo delle biomasse può consentire di fronteggiare la domanda interna di energia con una riduzione del tasso di dipendenza dall’estero;
  • Nel caso di impianto progettati specificatamente, vi è la possibilità di utilizzare una quota parte dell’energia termica prodotta in ambito locale, con sensibile riduzione dei costi energetici e aumento dei vantaggi ambientali;
  • Comporta ricadute occupazionali dirette e indirette (fase della realizzazione dell’impianto, personale impiegato per l’esercizio quasi tutto reperito in loco, pulizia, manutenzione, raccolta e trasporto delle biomasse, etc.);
  • Stimola lo sviluppo dell’indotto di tipo industriale, commerciale e artigianale per la necessità di reperire materiali e servizi;
  • La conversione energetica avviene mediante l’implementazione delle Migliori Tecniche Disponibiliper la conversione e per la depurazione dei fumi gassosi; le emissioni delle centrali sono depurate e controllate dai sistemi di trattamento fumi ed evitano che i residui di biomasse agricole e forestali vengano bruciati localmente aumentando il rischio di incendi e l’inquinamento atmosferico.

Qual è l’impatto socioeconomico di una centrale a biomasse?

Una centrale a biomasse, oltre a produrre energia pulita, contribuisce allo sviluppo del territorio, rafforzando le attività economiche preesistenti e creando nuove prospettive occupazionali, giacché gli abitanti dei Comuni in cui nasce la centrale vengono coinvolti sia nella fase di costruzione che nella fase gestionale della centrale.Inoltre, si sviluppano tutti i settori diretti o indiretti collegati alla centrale di biomassa.

Anche i territori inutilizzati e abbandonati per la produzione alimentare trovano nuova vita. Infatti, lanecessità di legname da utilizzare come combustibile nelle centrali stimola lo sviluppo di filiere locali agro energetiche e valorizza quelle già esistenti, come lo sfruttamento del legno proveniente dal taglio programmato o dalla pulizia di boschi, frutteti, ecc.

Qual è il bilancio ambientale di una centrale a biomasse?

È importante osservare che la valorizzazione energetica delle biomasse permette di sottrarre allo smaltimento in discarica decine di milioni di tonnellate di residui ogni anno con conseguenti risparmi sul mancato conferimento in discarica.La combustione controllata dei sottoprodotti agricoli può inoltre ridurre gli inquinanti fino al 99% rispetto alla combustione incontrollata all’aria aperta, con emissioni per unità di biomassa di diversi ordini di grandezza superiore rispetto alla combustione in centrali dedicate.

Altro vantaggio importante è costituito dal minor tenore di CO2 rispetto agli impianti alimentati con combustibili fossili.

Ricavando energia dalle biomasse, incrementando la superficie delle aree coltivate e delle foreste, il bilancio del ciclo dell’anidride carbonica si sposterebbe nuovamente verso le condizioni di equilibrio e la CO2 immessa annualmente potrebbe essere nuovamente assorbita completamente dagli organismi vegetali senza accumularsi.

Quali sono le tecnologie per la combustione delle biomasse ed il trattamento dei fumi impiegate negli impianti Bioenergie?

L’energia contenuta nelle biomasse e utilizzata dall’uomo e dagli animali attraverso la digestione, può essere utilizzata direttamente come energia termica nel processo di combustione (uso tradizionale e dominante), per la produzione di energia elettrica (combinata all’energia termica) oppure concentrata in una varietà di combustibili solidi, liquidi o gassosi, tali da rendere più facile il trasporto el’utilizzazione finale.In sintesi, i processi di conversione in energia delle biomasse possono essere ricondotti a due grandi categorie:

  • processi termochimici;
  • processi biochimici;

I processi termochimici sono basati sull’azione del calore che permette le reazioni chimiche necessarie a trasformare la materia in energia e sono utilizzabili per i prodotti e i residui in cui il rapporto C/N abbiavalori superiori a 30 e il contenuto di umidità non superi il 30%.

Le biomasse più adatte a subire processi di conversione termochimica sono la legna e tutti i suoi derivati (segatura, trucioli, ecc.), i più comuni sottoprodotti colturali di tipo lignocellulosico (paglia di cereali, residui di potatura della vite e dei fruttiferi, ecc.) e taluni scarti di lavorazione (gusci, noccioli, ecc.).

La combustione è una reazione chimica di ossidazione di un combustibile con un comburente (aria o ossigeno) che avviene con alta velocità e forte sviluppo di energia termica. Dal punto di vista termodinamico è un processo di conversione dell’energia chimica del combustibile in calore.

Il valore della temperatura che si ottiene dipende dal potere calorifico del combustibile, dal tipo di comburente usato e dal rapporto combustibile/comburente. Per avere una combustione completa, e quindi lo sfruttamento totale dell’energia chimica disponibile, si opera con eccesso di comburente; l’aumento oltre un certo limite non è opportuno, perché provoca una diminuzione della temperatura massima ottenibile.

La combustione, allo stato attuale, resta la soluzione più affidabile.

Le tecnologie maggiormente diffuse per la combustione di biomasse solide, attualmente utilizzate in impianti di taglia medio grande sono le seguenti:

  • Combustione su griglia (fissa, mobile, spreader/stoker, raffreddata ad aria o ad acqua, etc.); bene si adattano a tutti i combustibili e si dimostrano sufficientemente flessibili nei confronti dell’umidità del combustibile;
  • Combustione in fase polverizzata (segature), prevalentemente in co-combustione con altri combustibili;
  • Combustione in fase fluida (letto fluido ricircolato, letto fluido a bolle) dove il combustibile viene mantenuto in sospensione tramite un flusso d’aria dal basso verso l’alto.

Tutti i cicli prevedono poi la produzione di vapore che viene fatto espandere in turbine collegate a generatori per la produzione di elettricità.

I sistemi di trattamento fumi per le biomasse sono tipicamente:

  • Sistema di abbattimento NOx (SNCR in caldaia);
  • Parziale abbattimento polveri con multiciclone a valle caldaia seguito da filtro a maniche ad alta efficienza o filtro elettrostatico per la totale depolverazione dei fumi;
  •  iniezione di reagente alcalino per il trattamento dei gas acidi con eventuale reattore a secco ;

Inoltre è previsto un monitoraggio in continuo di: temperatura fumi, O2, CO, COT, SO2, HCl, NOx, polveri.

Come vengono impiegate le ceneri di combustione?

Le ceneri di combustione delle biomasse vergini sono ricche di elementi minerali che vengono assorbiti durante la fase di crescita della pianta e provenienti dal substrato dove cresce la pianta. In particolare, a seconda della zona in cui le biomasse vengono coltivate, le ceneri di combustione contengono rilevanti quantità di sostanze alcaline come ossidi di potassio, di sodio, di calcio, di magnesio e carbonati.Le ceneri prodotte da impianti a biomasse sono distinte in ceneri pesanti, ovvero derivante dal letto di combustione vero e proprio e che ne costituiscono la parte preponderante, e ceneri leggere, frazione più fine e ottenuta mediante depurazione dei fumi di combustione mediante i filtri.

Tipicamente, grazie alle loro caratteristiche chimico-fisiche, il loro recupero è possibile sia come elemento costituente la carica per la produzione di cementi che come ammendante nella formulazione di composti fertilizzanti.

In diverse nazioni europee è già previsto da tempo un riutilizzo diretto delle ceneri da combustione biomasse direttamente nei campi agricoli.

È possibile cogenerare calore e recuperare i cascami di calore?

Il ciclo di produzione di elettricità di una centrale a biomasse è basato sul ciclo Rankine con la produzione di vapore ad elevate temperature e pressioni che viene fatto espandere in una turbina che alimenta un generatore di elettricità.Per la condensazione del vapore dallo stato gassoso allo stato liquido, per poter essere reimpiegato nel ciclo, è previsto un sistema di condensazione in cui viene ceduto del calore a bassa temperatura tramite un condensatore a un circuito ad acqua chiuso.

La progettazione del ciclo termico, ottimizzata per produrre energia elettrica in modo efficiente, comporta che nonostante la quantità di calore in gioco sia elevata, la temperatura cui è disponibile il calore è bassa (circa 35-40 °C) e questo lo rende scarsamente interessante per utilizzi termici civili.

La cogenerazione di calore è comunque possibile qualora se ne tenga conto sia dalla fase progettuale, ottimizzando il ciclo termico complessivo.

Che cos’è la filiera corta?

Il termite “filiera corta” identifica il meccanismo di approvigionamento di scarti di origine vegetale che privilegia la biomassa entro un raggio di 70 km dalla centrale, con un conseguente abbattimento dei costi e dell’inquinamento dovuto al trasporto.La legge del 29/11/2007 n.222 riconosce alla produzione di energia elettrica da biomassa da filiera corta(proveniente cioè da un sito di produzione situato nel raggio di 70 km) o, in alternativa, da intesa di filiera, un coefficiente di maggiorazione dei certificati verdi pari a 1,8, contro l’1,3 riconosciuto alle biomasse provenienti da filiera lunga.

Qual è la provenienza della biomassa impiegata?

La biomassa impiegata presso gli impianti di Bioenergie è costituita da, in ordine di importanza:

  • Residui forestali e dell’industria del legno derivati dagli interventi di manutenzione del bosco, dalle lavorazioni delle segherie, dalla trasformazione del prodotto legno;
  • Sottoprodotti agricoli come ramaglie di potatura, sarmenti di vite, etc.
  • Colture energetiche finalizzate alla produzione di biomasse (legnose) per lo sfruttamento energetico. Le specie più interessanti sono: pioppo, acacia, eucalipto;
  • Residui agroindustriali costituiti da gusci di noccioline, sanse e altri prodotti provenienti dall’industria alimentare disponibili per scopi energetici;

Gli impianti di Biomasse Italia impiegano principalmente biomassa proveniente da interventi selettivi dimanutenzione forestale del bacino calabrese e quantità aggiuntive di gusci di noccioline derivante dalla lavorazione di oli e sanse derivanti dal procedimento di produzione di olio di oliva.

La centrale di Bando d’Argenta di San Marco Bioenergie invece riceve quasi l’80% di biomassa proveniente da produzioni dedicate di pioppeti decennali coltivati nel bacino della Pianura Padana e la rimanente quota è costituita da interventi selettivi di manutenzione forestale del territorio appenninico. Marginalmente vengono impiegate biomasse provenienti da segherie e da raccolte diespianti di frutteticoltivati nel ferrarese.

Sono stati stipulati accordi di fornitura con agricoltori per la coltivazione di biomassa a rapido accrescimento SRF?

Le biomasse a rapida accrescimento sono coltivazioni a base legnosa a breve ciclo di taglio (2 – 3 anni) caratterizzate da crescita rapida ed elevata produzione di biomassa. Il sito della piantagione deve essere scelto nelle vicinanza della rete stradale e in prossimità della Centrale, per ridurre i costi di trasporto.La necessità di produzione di legname comporta un notevole indotto occupazionale nel settore primario, che contraddistingue le centrali a biomasse da quelle a combustibili tradizionali.

Bioenergie promuove la stipula di contratti con i produttori di biomasse a rapido accrescimento rispondenti ai requisiti di accettabilità per gli impianti su orizzonti anche di lungo periodo.

San Marco Bioenergie, in base ai contratti stipulati nel 2008, ha acquistato quasi 20.000 ton di pioppoa rapido accrescimento dai fornitori del Veneto, Emilia Romagna e Lombardia.

Quali sono le azioni intraprese dal Gruppo Bioenergie per la tutela e il rispetto dell’ambiente?

Le società del Gruppo Bioenergie si sono dotate di una politica integrata per la tutela dell’ambiente, la salvaguardia della salute e della sicurezza dei lavoratori, il perseguimento del miglioramento continuo, la formazione del personale e la ricerca dell’integrazione con i territori che ospitano le centrali.A tal scopo tutte le società operative sono dotate di sistemi di gestione ambientali certificati in accordo agli standard ISO 14001.

Dal punto di vista tecnico gli impianti del gruppo sono progettati e costruiti applicando le Migliori Tecniche Disponibili valide al momento della progettazione.

Infine le politiche di Bioenergie promuovono il risparmio delle risorse naturali impiegando cicli produttivi ad alta efficienza, il riutilizzo delle risorse idriche trattate, il recupero dei rifiuti prodotti selezionando i propri fornitori tra quelli in grado di evitare il destino a discarica.